OMBRINA: INCREDIBILE RINUNCIARE AL PARCO MARINO E AI SUOI VINCOLI DI SALVAGUARDIA. ROCKHOPPER RINGRAZIA!

QUI SOTTO I DUE COMUNICATI STAMPA DEL COORDINAMENTO SULLA QUESTIONE OMBRINA – PARCO MARINO, INOPINATAMENTE MESSA DA PARTE DAL GOVERNO REGIONALE ABRUZZESE.

Comunicato stampa del 13 ottobre 2015

Ombrina: incredibile rinunciare al Parco marino e ai suoi vincoli di salvaguardia. Rockhopper ringrazia.

D’Alfonso e Mazzocca giocano sul futuro degli abruzzesi.

Domani tutti a Roma, diversi gli autobus dall’Abruzzo e dalle Marche.

bandiera

Una svolta gravissima e pericolosa per gli abruzzesi l’aver rinunciato all’istituzione del Parco marino contro Ombrina; D’Alfonso, Mazzocca e il resto della maggioranza si sono presi una grande responsabilità rispetto al futuro del progetto più inviso dalla popolazione abruzzese” questo è il commento del Coordinamento No Ombrina alla notizia che il Consiglio regionale non approverà il Parco marino entro il 14 ottobre data della conferenza dei servizi decisoria.

Paradossalmente l’idea del parco marino fu avanzata dallo stesso D’Alfonso il 27 giugno scorso. Il Coordinamento, dopo un lungo lavoro giuridico con diversi studi legali e l’esame di quanto accaduto in Calabria dove i parchi marini regionali sono realtà da ben sette anni, lo scorso 30 agosto in assemblea ritenne percorribile la strada chiedendo alla Regione stessa il varo della norma, poiché l’istituzione di un parco comporta immediatamente l’entrata in vigore dei vincoli di salvaguardia tra i quali il divieto di alterazione del substrato roccioso. Sarebbero entrati in conflitto, quindi, con le attività di perforazione e posa delle tubazioni previste dal progetto Ombrina.

A metà settembre il Coordinamento ha fornito anche la bozza di proposta di legge a tutti i consiglieri chiedendo l’immediata convocazione degli enti locali per evitare vizi di costituzionalità.

Ombrina

A fine settembre il Coordinamento ha appreso, con una semplice telefonata pomeridiana al Ministero, della convocazione della conferenza dei servizi a Roma a metà ottobre. La Giunta regionale, invece, era totalmente ignara della cosa nonostante il Coordinamento avesse da un mese chiesto per iscritto ai rappresentanti regionali di tenere sotto controllo il procedimento. Questo la dice lunga sulla capacità di Mazzocca e del suo entourage di seguire con efficienza un argomento centrale per la storia abruzzese.

Solo a quel punto, e dopo un comunicato del Coordinamento, la maggioranza si è accorta che il referendum sarebbe arrivato in ritardo, come aveva evidenziato il Coordinamento fin da luglio! Così hanno cercato di correre ai ripari proponendo una norma, il divieto di nuove trivelle nelle 12 miglia imposto con norma regionale, manifestamente incostituzionale “per prendere tempo“. Una legge poi approvata senza i tanti ripensamenti con tanto di giravolta finale che hanno contraddistinto l’iter del parco marino “Trabocchi del chietino“.

La scorsa settimana ci siamo accorti, infatti, che la Giunta regionale non aveva preso in alcuna considerazione la proposta di istituzione del parco marino, non avendo attivato procedure semplicissime quali, appunto, la partecipazione dei due comuni nel procedimento e una relazione tecnica da parte dell’Ufficio parchi. Non avevano predisposto neanche la cartina. Questioni che si risolvono in due settimane la prima, in 20 minuti le altre. Erano, tra l’altro, proprio le uniche problematiche sollevate dall’Ufficio legislativo del Consiglio regionale; la legge, secondo gli esperti giuridici della stessa regione, una volta assicurata la partecipazione degli enti locali e degli uffici regionali, sarebbe stata pienamente costituzionale (LEGGI QUI: ProgettoLeggeParcoTrabocchi. Quindi niente scuse ridicole, nonostante le rassicurazioni dell’ultim’ora, non l’hanno mai considerata come vera opzione, visto che l’avrebbero potuta approvare anche con qualche piccolo vizio poi recuperabile, visti i macigni che gravavano sull’altra norma che invece hanno approvato subito (LEGGI LA SCHEDA DEL SERVIZIO LEGISLATIVO DELLA REGIONE QUI: ProgettoLeggeDivieto_Legislativo. I vincoli di salvaguardia sarebbero scattati immediatamente dopo la sua approvazione e pubblicazione, come sanno tutti coloro si occupano di aree protette regionali, compresi gli abitanti che li devono rispettare dal giorno dopo della loro pubblicazione sul BURA. Rockhopper non avrà di questi problemi e non si dovrà difendere da essi.

E’ letteralmente incredibile che D’Alfonso e Mazzocca, sapendo che dovremo presto affrontare una guerra di carte bollate da una parte e dall’altra, comunque vada la conferenza dei servizi di domani, rinuncino a varare una norma che avrebbe certamente contribuito a rendere più solido il fronte anti-trivelle, come ci hanno chiarito gli studi legali che ci stanno assistendo sulle denunce e sui ricorsi al TAR.

Ombrina, e i 60.000 di Lanciano stanno diventando ostaggio di logiche che non hanno nulla a che vedere con l’obiettivo di fermare ad ogni costo e subito le trivelle.

In ogni caso noi del Coordinamento No Ombrina saremo domani a Roma con tanti abruzzesi a difendere il nostro mare. Diversi pullman dall’Abruzzo e dalle Marche partiranno alla volta della capitale. Vedremo nei prossimi mesi cosa avranno portato a casa i nostri amministratori regionali. Quello che è accaduto in questi giorni sarà, infatti, gravido di conseguenze non solo domani ma anche in quello che si deciderà nelle aule dei tribunali.

SEGRETERIA COORDINAMENTO NO OMBRINA 2015

Comunicato stampa del 09 ottobre 2015                                                  

Ombrina, serve legge su Parco marino, ora!

Approvare l’area protetta e pubblicare la legge entro il 14 ottobre. Ieri in Consiglio regionale bene l’approvazione della proposta di legge alle camere, molto male il rinvio della norma sul Parco marino.

Dubbi sull’efficacia dell’altra norma approvata ieri che impone sic et simpliciter un divieto di nuove trivelle nel mare abruzzese. Serve rafforzare la strategia su più fronti.

NoOmbrinaScuole3

Approvare immediatamente il progetto di legge sul parco marino “Trabocchi del chietino” e pubblicare la legge entro il 14 ottobre, data della conferenza dei servizi a Roma, altrimenti la politica abruzzese si assumerà una grave responsabilità, quella di non aver fatto tutto il possibile per bloccare Ombrina mare” questo il commento del Coordinamento No Ombrina sulla giornata di ieri in Consiglio regionale.

La proposta di istituzione di un parco esclusivamente marino per un’estensione di 6 miglia davanti a parte della costa dei comuni di S. Vito chietino e Rocca S. Giovanni è stata avanzata da oltre un mese dal Coordinamento No Ombrina, che alcune settimane fa ha anche inviato a tutti i consiglieri regionali una bozza di testo. La scheda del servizio legislativo del Consiglio Regionale ha di fatto confermato la bontà della proposta, evidenziando, come avevamo affermato, che rientra tra i poteri della regione stabilire forme di salvaguardia dell’ambiente marino. (LEGGI QUI: ProgettoLeggeParcoTrabocchi Eventuali profili di incostituzionalità riguarderebbero solo l’eventuale mancato coinvolgimento dei comuni nella procedura, cosa facilmente risolvibile e che tra l’altro avevamo evidenziato immediatamente ai nostri interlocutori regionali. Rammarica che per settimane non si sia risolto questo intoppo e che si sia arrivati in consiglio regionale impreparati su questo e su altri aspetti marginali che gli uffici regionali avrebbero potuto risolvere in 10 minuti.

Ora è una vera e propria corsa contro il tempo perché la legge dovrà essere riportata in commissione lunedì 12 ottobre, approvata martedì 13 e pubblicata sul BURA entro il 14. Ci è stato assicurato che si farà in tempo. Il coinvolgimento dei comuni riteniamo possa essere anche perfezionato in seguito. Per i cittadini sarà facile valutare se e cosa è stato fatto visto che dagli autobus per il presidio per Roma gli attivisti potranno leggere direttamente il BURA e verificare se gli impegni sono stati mantenuti.

Oggi devono essere messi in campo tutti gli strumenti possibili per bloccare Ombrina. Giudichiamo positivamente l’approvazione della proposta di legge alle camere per la modifica dell’Art.35 del Decreto Sviluppo sui progetti entro le 12 miglia, che era una delle due proposte uscite dall’assemblea del Coordinamento del 30 agosto scorso. Riteniamo, infatti, che si stia continuando a girare attorno alle vere responsabilità che sono dell’attuale maggioranza in Parlamento. Basterebbero pochi deputati e senatori del PD delle regioni che hanno votato il referendum per cambiare le norme in alcuni giorni, visto che gran parte di queste regioni, come l’Abruzzo, sono dello stesso colore politico del governo nazionale. Una strada comoda e breve che, stranamente, non viene perseguita.

Bisogna fare tutto il possibile e agire su più fronti perché, ad una prima analisi, l’altra norma approvata ieri in Consiglio regionale, quella che d’imperio blocca tutti i nuovi progetti nel mare abruzzese, non è detto che sortisca gli effetti sperati. Abbiamo letto il durissimo giudizio sui vizi di costituzionalità della norma preparata dall’ufficio legislativo del Consiglio regionale 8LEGGI QUI: ProgettoLeggeDivieto_Legislativo. Si dirà, ne siamo consapevoli, ma è il modo per rallentare il procedimento di Ombrina fino ad un eventuale referendum o alla modifica della legge in Parlamento dell’Art.35 del Decreto Sviluppo. Ipotizziamo che la Conferenza dei Servizi del 14 ottobre bocci il progetto o rallenti il procedimento sulla base della norma regionale approvata ieri. Ebbene, forse non si è altrettanto consapevoli che in sede cautelare, su ricorso del proponente, il Giudice amministrativo non solo può sospendere un provvedimento – come un diniego al progetto Ombrina fondato su questa legge regionale – basato su una legge ritenuta fortemente sospetta di incostituzionalità ma può anche imporre alla pubblica amministrazione di emettere l’atto favorevole nel mentre la Corte costituzionale decide. Basta leggere, tra le tante, l’ordinanza del T.A.R. che ha rimesso in sella il Sindaco di Napoli De Magistris sospeso dal prefetto in base alla Legge Severino oppure una nota ordinanza del Consiglio di Stato del 2011 (che alleghiamo qui sotto) che non solo ha sospeso l’efficacia di un provvedimento emanato sulla base di una norma ritenuta potenzialmente incostituzionale ma ha imposto alla pubblica amministrazione di pronunciarsi di nuovo senza tenere conto della norma contestata ancor prima della sentenza della Corte! Purtroppo, vi è di più. Lo stesso servizio legislativo del Consiglio regionale ha evidenziato un contrasto tra la norma approvata ieri e il diritto comunitario sulla libertà di stabilimento. Possibili conseguenze? Come è noto, non solo il Giudice amministrativo ma anche la stessa Conferenza dei servizi potrebbe decidere di disapplicare direttamente la norma regionale, tanto più che, secondo il servizio legislativo, essa è anche in palese contrasto con le norme nazionali in materia di rilascio dei titoli minerari invadendo le competenze dello Stato.

Per queste ragioni rinnoviamo con forza la richiesta di istituzione del Parco marino al fine di rafforzare la strategia di contrasto al progetto Ombrina mare.

SEGRETERIA COORDINAMENTO NO OMBRINA 2015

WEB: www.stopombrina.wordpress.com

Twitter: https://twitter.com/StopOmbrina
E-mail: lanciano23maggio@gmail.com
Tributo a Lucio Dalla: https://youtu.be/KydA15TjCtk
INFO STAMPA: 337664008 – 3683188739

Ordinanza n.4713/2001

REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 7879 del 2011, proposto da:

Augusto Sinagra, rappresentato e difeso dall’avv. Mario Racco, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Roma, via Ugo De Carolis 101;

contro

Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, in persona del Rettore pro tempore, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in persona del Ministro pro tempore, entrambi rappresentati e difesi dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliati per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per la riforma

ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE III n. 03674/2011, resa tra le parti, concernente RIGETTO ISTANZA DI TRATTENIMENTO IN SERVIZIO PER IL BIENNIO 2011/2013

Visto l’art. 62 cod. proc. amm;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Università degli Studi di Roma La Sapienza e di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 ottobre 2011 il Cons. Roberto Giovagnoli e udito l’avvocato Racco;

Considerato che con separata ordinanza il Collegio ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 25 legge 30 dicembre 2010, n. 240, ritenendola rilevante e non manifestamente infondata;

Ritenuto che, in attesa della decisione della Corte costituzionale, al fine di conciliare il carattere accentrato del sindacato di costituzionalità con il principio di effettività della tutela giurisdizionale (artt. 24 e 113 Cost.; art. 6 e 13 Cedu) non può escludersi, quando gli interessi in gioco lo richiedano, una forma limitata di controllo diffuso, il che consente la concessione di una misura cautelare “interinale”, fino alla camera di consiglio successiva alla restituzione degli atti da parte della Corte costituzionale (cfr. Cons. Stato, Ad. Plen., ordinanza 20 dicembre 1999, 2);

Ritenuto che in tale fase un giusto contemperamento tra gli interessi in gioco possa essere realizzato imponendo all’Amministrazione di ripronunciarsi sull’istanza di trattenimento in servizio presentata dal ricorrente, tenendo conto del quadro normativo esistente anteriormente all’entrata in vigore del citato art. 25 legge n. 240 del 2010, e, in particolare, dei criteri fissati dall’art. 72, comma 7, della legge n. 133 del 2008.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), in attesa della restituzione degli atti da parte della Corte costituzionale, accoglie in parte l’appello e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie in parte l’istanza cautelare proposta in primo grado nei sensi specificati in motivazione.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 25 ottobre 2011 con l’intervento dei magistrati:

Giuseppe Severini,          Presidente

Rosanna De Nictolis,       Consigliere

Roberto Giovagnoli,        Consigliere, Estensore

Fabio Taormina, Consigliere

Bernhard Lageder,           Consigliere

L’ESTENSORE             IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 26/10/2011

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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