INVIA UNA CARTOLINA “NO OMBRINA – SALVIAMO L’ADRIATICO” AL PREMIER E AI MINISTRI!

Urgente! Chiediamo ai cittadini di inviare con un tuo commento personale questa cartolina (clicca per il pdf) Cartolina_NoTrivelle_Ministri
Cartolina_NoTrivelle_Ministri_seconda_testa

a queste email:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, matteo@governo.it

Al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, sepe.vittorio@minambiente.it

A Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, ministro.segreteria@beniculturali.it

Al Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, segreteria.ministro@mise.gov.it

Comunicato stampa del Coordinamento No Ombrina 2015 del 3 giugno 2015.

NO OMBRINA, SALVIAMO L’ADRIATICO”: RIPARTE LA MOBILITAZIONE POPOLARE DOPO LA GRANDE MANIFESTAZIONE DI LANCIANO.

CARTOLINE PER RENZI E I MINISTRI: RISPETTATE LA DEMOCRAZIA, L’ABRUZZO LE TRIVELLE NON LE VUOLE. A D’ALFONSO: BASTA TIMIDEZZE, SFIDI RENZI.

DOMENICA 7 GIUGNO “GEMELLAGGIO” CON I MOVIMENTI DELLA BASILICATA CONTRO LA ROCKHOPPER.

Una cartolina con le immagini dell’immensa manifestazione “No Ombrina, salviamo l’Adriatico” di Lanciano per Renzi e i tre ministri coinvolti: il Coordinamento No Ombrina 2015, che ha organizzato l’iniziativa di piazza, rilancia la mobilitazione dal basso e chiede ora ai cittadini di inviare un messaggio diretto alle istituzioni.

La manifestazione del 23 maggio contro le trivelle è stata la più grande iniziativa pubblica di contenuto sociale-politico (ma non partitica) mai svolta nella storia della regione. La seconda è quella di Pescara di aprile 2013, sullo stesso tema!

Ricordiamo che questi ministeri devono ancora concludere l’iter autorizzativo, dopo il parere favorevole della Commissione V.I.A. nazionale, sui progetti petroliferi più preoccupanti come Ombrina, Elsa2 e Rospo Mare (per Rospo mare, vi è stata anche l’emanazione del Decreto di compatibilità ambientale). La Convenzione di Aarhus, uno dei capisaldi delle norme internazionali sulla partecipazione dei cittadini nei processi decisionali, prevede all’art.6 che “al momento dell’adozione della decisione, si tenga adeguatamente conto dei risultati della partecipazione del pubblico.” La Corte Costituzionale ha chiarito che le decisioni in materia di Valutazione di Impatto Ambientale non sono meri procedimenti tecnici ma devono tener conto degli interessi in gioco. Inoltre sulle stesse procedure di V.I.A. e su diversi membri della commissione vi sono grandi ombre.

In una democrazia si può continuare ad ignorare la volontà popolare? Con la cartolina vogliamo ricordare alle istituzioni che sono legittimate solo se rispettano il popolo. Quello abruzzese è sceso in piazza unito con l’unica esclusione di una Confindustria ormai su posizioni isolate ed estremiste, tanto da arrivare a negare i numeri della manifestazione “certificati” pure dalla questura e addirittura a puntare sulla capacità tecnica di una Commissione V.I.A. che non è stata difesa neanche dal Ministro dell’Ambiente dopo le rivelazioni di deputati e giornali nazionali!

Nella cartolina, che vuole attuare il sesto punto del documento che il coordinamento ha approvato in affollate assemblee pubbliche, si ribadiscono le richieste degli abruzzesi: quella di emanare decreti negativi per questi progetti e, in generale, quella di rivedere la politica governativa che intende promuovere le trivellazioni nel Mediterraneo. Le fonti fossili sono il passato, l’unico posto dove possono stare sono i musei!

Allo stesso tempo il Coordinamento si aspetta un’azione del Governatore D’Alfonso molto più decisa, con atti istituzionali della stessa forza ed intensità della manifestazione dei cittadini. Una timidezza e una reverenza nei confronti del governo nazionale non può essere più tollerata. D’Alfonso vada a Roma e sfidi Renzi sul consenso popolare attorno a questi progetti e dia in questo modo seguito alla recente risoluzione del consiglio regionale abruzzese, che lo impegna a chiedere al governo un decreto-legge affinché si arresti il procedimento autorizzatorio su ombrina e su progetti analoghi ricadenti entro le 12 miglia marine. Inoltre dovrebbe ricorrere al TAR contro il Decreto di compatibilità per i nuovi pozzi di Rospo mare di fronte Vasto e S. Salvo emanato il 15 aprile 2015, visto che i termini scadono tra pochi giorni. In questo senso chiediamo anche ai sindaci della costa interessata un impegno specifico. A nostro avviso il decreto contiene numerose criticità che devono essere sollevate davanti al giudice amministrativo (basti pensare che il decreto fa riferimento ad un parere della Commissione tecnica VIA del 2009, cioè a sei anni fa, con un quadro ambientale e socio-economico completamente diverso!).

La manifestazione di Lanciano è stata una grande occasione per stringere ancora di più i rapporti di solidarietà con i tanti comitati che in Italia si stanno battendo contro la deriva petrolifera. In particolare domenica 7 giugno saremo a Brindisi di Montagna in Basilicata per la manifestazione contro la Rockhopper, la stessa società che propone Ombrina, che vuole riaprire un pozzo già incidentato negli anni ’90 vicino Potenza. Dall’Abruzzo abbiamo organizzato un pullman e chiediamo ai cittadini di ricambiare la partecipazione che tanti lucani hanno assicurato alla manifestazione di Lanciano. Per le prenotazioni è possibile usare le seguenti email: info@nuovosensocivico.it, francomnsc@email.it

Infine ai cittadini che vogliono iniziare o continuare il loro impegno nella lotta contro la deriva petrolifera diamo appuntamento per una riunione dei gruppi di lavoro per domenica 14 giugno alle ore 17.30 presso Zona22 a S. Vito chietino (CH).

SEGRETERIA COORDINAMENTO NO OMBRINA 2015

WEB: http://www.stopombrina.wordpress.com

Twitter: https://twitter.com/StopOmbrina
E-mail: lanciano23maggio@gmail.com
Tributo a Lucio Dalla: https://youtu.be/KydA15TjCtk
INFO STAMPA: 3683188739, 3471536977, 337664008, 3338391147, 3206466309

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2 risposte a “INVIA UNA CARTOLINA “NO OMBRINA – SALVIAMO L’ADRIATICO” AL PREMIER E AI MINISTRI!

    • noi cittadini abruzzesi non vogliamo inquinare il nostro mare già poco pulito; inoltre vogliamo vivere sicuri e le trivelle in Adriatico non ci danno sicurezza

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