LA CHIESA ABRUZZESE “FERMATE LE TRIVELLE NELL’ADRIATICO” – VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 23 MAGGIO A LANCIANO

Pubblichiamo integralmente l’intervento della diocesi di Lanciano-Ortona sulla manifestazione del 23 maggio. Inoltre riportiamo la lettera dei vescovi abruzzesi e molisani sul Decreto “Sblocca Italia”, sulla deriva petrolifera e sulla necessità di una “biociviltà” e di una “democrazia ad alta intensità”.

Concetti che abbiamo voluto riprendere nel volantino che stiamo distribuendo in questi giorni.

Schermata del 2015-05-11 14:49:03Il titolo de Il Centro di sabato 9 maggio.

Fermate Ombrina e le trivelle nell’Adriatico, siano difesi la Vita e il Creato

Custodire la terra, perché dia frutto senza essere sfruttata. Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato” per non subire “la dittatura di un’economia senza volto e senza uno scopo veramente umano”.

Queste parole che papa Francesco ha rivolto alle Chiese di Abruzzo e Molise nella sua visita del 5 luglio scorso, esprimono il compito principale che, come cristiani, nelle nostre Regioni siamo chiamati ad accogliere e a mettere in atto, in quest’ora grave in cui ci troviamo ad affrontare ancora una volta la deriva petrolifera che minaccia il nostro ambiente e le nostre vite.

Già in passato in più occasioni e a vari livelli la Chiesa locale ha espresso la sua viva preoccupazione riguardo al riproporsi di progetti di sfruttamento petrolifero previsti in vaste aree dei nostri territori e delle nostre coste; in questi mesi, in particolare, sono tornati al centro dell’attenzione “Ombrina Mare 2” ed “Elsa 2”, entrambi al largo della nostra “Costa dei Trabocchi”. Raccogliendo l’accorato appello di tante persone, donne e uomini che hanno a cuore la salvaguardia del Creato di cui siamo stati costituiti custodi, sento l’esigenza di tornare ancora una volta a far sentire la mia voce in difesa dei luoghi dove viviamo.

Il 23 maggio prossimo la città di Lanciano accoglierà una manifestazione nazionale con al centro la richiesta di fermare definitivamente ogni progetto di estrazione e trasformazione petrolifera nella nostra Regione e in tutto l’Adriatico. A coloro che si stanno impegnando per il bene comune e per la salvaguardia del Creato, del presente e del futuro dell’Abruzzo, dell’Adriatico e di tutte le nostre terre, credenti e non credenti, esprimo, tramite il mio ufficio, la vicinanza della Chiesa e dei suoi Pastori. Saremo insieme a coloro che parteciperanno a quest’evento, espressione di democrazia reale e di amore responsabile per i luoghi di cui siamo custodi, augurandoci di essere esempio vivo di come contrastare non solo un’economia che uccide la vita e il futuro, ma anche di una politica che ha smarrito il suo interesse per il bene comune e per la costruzione di un ordine sociale fondato sulla giustizia e la pace.

Auspico ancora una volta che al più presto la politica tutta, dal Parlamento nazionale fino ai Consigli Comunali, realizzi la necessaria svolta per rimettere la difesa della vita umana e dell’ambiente al centro del proprio agire, perché coloro che hanno a cuore il bene comune s’impegnino a difendere questa meravigliosa terra che è la Costa Teatina, con tutti gli uomini, le donne e gli esseri viventi che vi abitano. A tutti chiedo di impegnarsi per fermare “Ombrina Mare”, “Elsa 2” e ogni progetto, non solo petrolifero, di sfruttamento selvaggio dell’ambiente naturale. Tale compito si impone soprattutto a coloro che, dicendosi credenti, hanno il dovere di tutelare ad ogni costo il valore della vita, la dignità della persona in tutte le sue dimensioni, la promozione della giustizia e della pace, la solidarietà e la difesa dei più poveri, perché partecipino in maniera consapevole e solidale alla costruzione di un mondo sempre più somigliante al “sogno di Dio” per le sue creature.

Carmine Miccoli, responsabile Pastorale Sociale, Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, 8 maggio 2015

Schermata del 2015-05-11 14:45:26

CEAM: “PER UNA BIOCIVILTÀ CHE PREFERISCA LA VITA AL LUCRO”

I vescovi di Abruzzo e Molise su “Sblocca Italia” e il caso “Ombrina”

«Come Conferenza dei Vescovi dell’Abruzzo e Molise, esprimiamo la nostra viva preoccupazione riguardo al riproporsi di progetti di sfruttamento petrolifero di vaste aree dei nostri territori e delle nostre coste denominati “Ombrina 2”, “Elsa”, “Rospo mare”, da parte della multinazionale britannica Rockhopper Exploration. Tali progetti, a suo tempo abbandonati per la contrarietà delle popolazioni, saranno resi possibili dal contenuto del Decreto denominato “Sblocca Italia”.
Ampi territori a vocazione turistica, agricola, vitivinicola, saranno definitivamente snaturati da questa “deriva fossile” nonostante in altre regioni, come la Basilicata, interessate da queste estrazioni, non si siano constatati i promessi miglioramenti nell’economia, né nella occupazione.
Non possiamo che esprimere sconcerto per scelte politiche nelle quali si prevedano:
– la trasformazione dei nostri territori, dell’Abruzzo ma anche di vaste aree del Molise, in distretto minerario per gli idrocarburi;
– il riconoscimento, come emerge dal testo del Decreto, del carattere strategico praticamente di ogni infrastruttura legata agli idrocarburi.
– la sottrazione alle Regioni di tutte le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), per le attività di ricerca, prospezione ed estrazione in terraferma, avocate allo Stato.

NoOmbrina
Come già questa Conferenza Episcopale aveva fatto, invitando a desistere da ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell’ambiente naturale, richiamiamo alla difesa del Creato.
La salvaguardia dell’ambiente deve essere al centro di una politica che sia perseguimento del Bene comune e che rifugga da interessi particolari ed egoistici, che possano compromettere il benessere di tutti e la capacità di futuro delle giovani generazioni. Anche oggi il nostro accorato invito va agli organi ed ai politici competenti affinché compiano ogni sforzo per impedire che una simile scelta si abbatta sui nostri territori.
Custodire la terra, perché dia frutto senza essere sfruttata. Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato”. Con queste parole Papa Francesco nella sua recente visita nella nostra Regione Ecclesiastica, interveniva a proposito della necessità di non subire “ la dittatura di un’economia senza volto e senza uno scopo veramente umano”.
Auspichiamo, su temi di tale importanza, che gli organi competenti favoriscano la scelta – già fortunatamente in atto – da parte dei cittadini di uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente con l’uso di energie rinnovabili. Pensiamo ad un cambio di prospettiva radicale che richiede l’emergere di una biociviltà, che preferisca la vita al lucro, il bene collettivo ai profitti individuali, la cooperazione alla competizione.
Riteniamo necessaria una democrazia “ad alta intensità”. Ossia una democrazia sostanziale, partecipativa e sociale, quanto mai necessaria ad assumere scelte irrimediabilmente gravi tenendo conto della netta contrarietà che la popolazione abruzzese e molisana, e questa Conferenza Episcopale, hanno più volte espresso».

Pescara, 16 ottobre 2014
Tommaso Valentinetti
Presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana
Arcivescovi e Vescovi della Ceam

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